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“Imperativo energetico. di Hermann Scheer (Edizioni Ambiente)” di Vander Tumiatti

Hermann Scheer (1944-2010), sociologo ed economista tedesco, membro del Bundestag, ha ricoperto il ruolo di Presidente di Eurosolar (Associazione europea per le energie rinnovabili), Direttore Generale del World Council for Renewable Energy, è stato il principale ispiratore della nascita dell’International Renewable Energy Agency ed è considerato il padre della legislazione tedesca sulle energie rinnovabili, a cui hanno in seguito fatto riferimento numerose altre nazioni.

Hermann Scheer è stata una delle poche menti veramente illuminate per tutto ciò che concerne le energie rinnovabili. Non solo era un esperto, ma anche un grande teorico. Naturalmente una persona dotata di una solida formazione come la sua in fatto di ambiente, soprattutto fornita di grande sensibilità, non poteva assumere su di sé l’imperativo categorico del Rinnovare senza una riflessione circa altre categorie fondamentali alla base del Rinnovare stesso, come il “Non sprecare”, l’Ottimizzare, il Massimizzare. Termini che se è vero che sentiamo sovente utilizzare dai manager e dagli allenatori sportivi, difficilmente avevano trovato accesso ad ambiti delicatissimi, come quelli dell’ambiente e dell’energia.

Due parole che ai nostri giorni significano che occorre essere seri e dire cose serie quando se ne parla, perché in ballo c’è il destino di tanti, forse di tutti! Il cambiamento, aveva sostenuto in più di qualche pubblica occasione Scheer, deve trovare una solida base nei nostri comportamenti quotidiani. Dunque occorre del metodo, e una metodologia altro non è che una serie di azioni virtuose strutturate per una finalità ben precisa che, se ripetute, portano verso risultati assolutamente positivi. “Eroe verde” com’è stato definito da alcuni, Hermann Sheer ha avuto un merito particolare, quello di procedere con determinazione nella realizzazione dei propri progetti finché essi non assumevano una dimensione tangibile. Uno di questi, il “Conto energia”, ha avuto un ruolo particolarmente importante nella diffusione delle energie rinnovabili nel suo Paese e nel mondo.
Tra i suoi scritti uno dei più largamente citati è “Il solare e l’economia globale” nel quale l’autore mette in guardia dalle discriminazioni sociali che potrebbero originare dal prosciugarsi delle fonti energetiche mondiali, tra classi dominanti con facile accesso all’energia e il resto dell’umanità condannata alla marginalità. Un processo che, secondo Sheer rischia di riproporre il tema della superiorità di alcune razze o nazioni sulle altre, fino ad una tragica riedizione del nazismo. Come si vede, i motivi d’interesse verso questo protagonista della scena verde mondiale non mancano. Recentemente mi è capitato di leggere un suo splendido libro, pubblicato pochi giorni prima della sua morte, edito dalle sempre più brave Edizioni Ambiente, dal titolo “Imperativo energetico. 100% rinnovabile ora! Come realizzare la completa riconversione del nostro sistema energetico”, con prefazione di Gianni Silvestrini.

In questo libro Hermann Scheer non si fa scrupoli nel dire la sua in maniera brusca, persino brutale. In estrema sintesi egli dice che bisogna rifondare la definizione stessa di energia e individuare, senza ulteriori perdite di tempo, percorsi alternativi in grado di trasformare l’attuale sistema di produzione in energia con fonti rinnovabili. Non c’è “domani”, né alcuno spazio per i “se” e per i “ma”, l’azione deve essere immediata. L’autore non si ferma a questa considerazione, ma scandaglia con grande profondità ed acume critico le ricadute politiche, sociali ed economiche del passaggio alle energie rinnovabili. Un’analisi critica che non tralascia di colpire anche molte organizzazioni ambientaliste le quali, secondo Scheer, sovente ostacolano il cambiamento.

In quest’opera vengono date anche ipotetiche soluzioni e tutta una serie di progetti, che a suo dire potrebbero, nel giro di pochissimo tempo, fornire a tutto il mondo energia inesauribile e favorire l’affermazione di un’economia eco/compatibile. Nel libro di Hermann Scheer si configura insomma il desiderio di dare urgentemente una risposta ai cambiamenti climatici, riducendo gli impatti ambientali e sociali legati alla produzione dei combustibili fossili e al nucleare. Un cambiamento che deve partire dal basso con un solo monito: Se non ora, quando?

Di Vander Tumiatti
Fondatore di Sea Marconi Technologies

(articolo apparso sul quotidiano “Il Paese Nuovo”)

FINO ALLA FINE DEL GIORNO
CONQUISTA IL PREMIO NABOKOV
Il romanzo d’esordio del giornalista Osvaldo Piliego pubblicato da Lupo Editore
ha vinto la manifestazione organizzata dall’agenzia Interrete

Fino alla fine del giorno, romanzo d’esordio del giornalista leccese Osvaldo Piliego, pubblicato da Lupo Editore, ha vinto il Premio Nabokov 2011 (sezione narrativa), promosso dall’agenzia letteraria Interrete e nato per sostenere e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori, al di là della major editoriali. La premiazione si è tenuta sabato 21 gennaio presso il Teatro Comunale di Novoli nell’ambito della manifestazione “Incipit: libri in primo piano”.

Gli altri finalisti del Premio Nabokov 2011 – sezione narrativa erano: Mario Pinzi, “Lacrime di cristallo”, Editrice Cambiamenti; Beatrice Monroy, “Elegia delle donne morte”, Navarra editore; Stefania Jade Trucchi, “Il candore di un’anima”, Sperling & Kupfer editori; Marisa Giaroli, “La scala di Giacobbe”, Gruppo Albatros Il Filo; Daniele Ninfole, “Angela pelle di marmo”, Leonida edizioni; Francesco De Nigris, “Sotto un cielo senza angeli”, Palomar edizioni; Maria Pia Romano, L’anello inutile”, Besa editrice; Flavio Venditti, “Amare in saldi”, Prospettiva editrice; Mariacristina Pianta, Alessandro Quasimodo, (a cura di), “Il fuoco tra le dita”, Abramo editore.

Il romanzo
Il pub di Settimio è l’approdo di generazioni perdute, il punto d’incontro di storie confinanti, di solitudini che annaspano nell’illusione di risolversi in cerca di una free way destinata a rivelarsi una diàspora. Le radici si sgretolano insieme alla sassosa terra salentina, incapaci di trattenere valori e tradizioni nell’incalzare disordinato di tempi nuovi e non certo migliori. Luca, Francesca, Dora, zio Franco, Emanuele… dalle storie della famiglia Peschici e dalla costellazione dei personaggi che incrociano le vicende di Danilo emerge un quadro di gente a volte ignara di tradire se stessa, totalmente partecipe delle inquietudini e delle corruzioni che segnano l’oggi in modo globale, immersa in un disorientamento a malapena illuminato da barlumi di autocoscienza e dai legami affettivi che hanno nutrito l’infanzia. Dal coraggioso e coinvolgente romanzo di Osvaldo Piliego esce il Salento oscuro, nascosto a chi insiste a rifugiarsi in una pizzica mitizzata come emblema di purezza primigenia; è la denuncia di una penna “giovane” che, pur intrisa di nostalgia, rifiuta le panoramiche da cartolina per guardare ad occhi aperti la realtà e interrogarsi sui rischi che essa comporta.

Osvaldo Piliego ha trentatré anni, vive a Lecce. È laureato in Lettere moderne. Ha scritto per diverse riviste locali e nazionali. È giornalista pubblicista. Dal 2004 è direttore di Coolclub.it e collabora con il Nuovo Quotidiano di Puglia e Rockerilla. Ha organizzato centinaia di concerti con la cooperativa Coolclub e suona male la batteria da 15 anni.

Queste le date del “tour” di presentazione:
8 ottobre – Ergot, Lecce
14 ottobre – I Volatori, Nardò (Le)
16 ottobre – Biblioteca, Alliste (Le)
17 ottobre – Cibus Mazzini, Lecce
21 ottobre – Libreria Caforio, Manduria (Ta)
27 ottobre – Chiccen, Roma
28 ottobre – Edison, Arezzo
29 ottobre – Modo, Bologna
3 novembre – Alambicco, San Cesario di Lecce
10 novembre – Libreria Gutenberg, Lecce
17 novembre – Culturando, Brindisi
18 novembre – Frantoio Ipogeo, Sannicola (Le)
22 novembre – Le Biciclette, Milano
25 novembre – Città del Libro, Campi (Le)
30 novembre – Ruffano (Le)
6 dicembre – Agorà Design, Martano (Le)
15 dicembre – Torre Santa Susanna (Br)
20 dicembre – Bar Chopin, Francavilla Fontana (Br)
22 dicembre – Caffè Letterario, Lecce
26 dicembre – Fondo Verri, Lecce
27 dicembre – Notte Noir, Soleto
5 gennaio – Botrugno (Le)
18 gennaio – Arci Rubik, Guagnano (Le)
21 gennaio – Premio Nabokov, Novoli (Le)
26 gennaio – Veglie (Le)

Ufficio stampa
Cooperativa Coolclub – ufficiostampa@coolclub.it

Ufficio stampa Lupo Editore
Overeco
Stefano Donno – donnocaos@libero.it
Luciano Pagano – lucianopagano@gmail.com

Info Lupo Editore

FINO ALLA FINE DEL GIORNO
CONQUISTA IL PREMIO NABOKOV

Il romanzo d’esordio del giornalista Osvaldo Piliego pubblicato da Lupo Editore
ha vinto la manifestazione organizzata dall’agenzia Interrete

Fino alla fine del giorno, romanzo d’esordio del giornalista leccese Osvaldo Piliego, pubblicato da Lupo Editore, ha vinto il Premio Nabokov 2011 (sezione narrativa), promosso dall’agenzia letteraria Interrete e nato per sostenere e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori, al di là della major editoriali. La premiazione si è tenuta sabato 21 gennaio presso il Teatro Comunale di Novoli nell’ambito della manifestazione "Incipit: libri in primo piano".

Gli altri finalisti del Premio Nabokov 2011 – sezione narrativa erano: Mario Pinzi, “Lacrime di cristallo”, Editrice Cambiamenti; Beatrice Monroy, “Elegia delle donne morte”, Navarra editore; Stefania Jade Trucchi, “Il candore di un’anima”, Sperling & Kupfer editori; Marisa Giaroli, “La scala di Giacobbe”, Gruppo Albatros Il Filo; Daniele Ninfole, “Angela pelle di marmo”, Leonida edizioni; Francesco De Nigris, “Sotto un cielo senza angeli”, Palomar edizioni; Maria Pia Romano, L’anello inutile”, Besa editrice; Flavio Venditti, “Amare in saldi”, Prospettiva editrice; Mariacristina Pianta, Alessandro Quasimodo, (a cura di), “Il fuoco tra le dita”, Abramo editore.

Il romanzo
Il pub di Settimio è l’approdo di generazioni perdute, il punto d’incontro di storie confinanti, di solitudini che annaspano nell’illusione di risolversi in cerca di una free way destinata a rivelarsi una diàspora. Le radici si sgretolano insieme alla sassosa terra salentina, incapaci di trattenere valori e tradizioni nell’incalzare disordinato di tempi nuovi e non certo migliori. Luca, Francesca, Dora, zio Franco, Emanuele… dalle storie della famiglia Peschici e dalla costellazione dei personaggi che incrociano le vicende di Danilo emerge un quadro di gente a volte ignara di tradire se stessa, totalmente partecipe delle inquietudini e delle corruzioni che segnano l’oggi in modo globale, immersa in un disorientamento a malapena illuminato da barlumi di autocoscienza e dai legami affettivi che hanno nutrito l’infanzia. Dal coraggioso e coinvolgente romanzo di Osvaldo Piliego esce il Salento oscuro, nascosto a chi insiste a rifugiarsi in una pizzica mitizzata come emblema di purezza primigenia; è la denuncia di una penna “giovane” che, pur intrisa di nostalgia, rifiuta le panoramiche da cartolina per guardare ad occhi aperti la realtà e interrogarsi sui rischi che essa comporta.

Osvaldo Piliego ha trentatré anni, vive a Lecce. È laureato in Lettere moderne. Ha scritto per diverse riviste locali e nazionali. È giornalista pubblicista. Dal 2004 è direttore di Coolclub.it e collabora con il Nuovo Quotidiano di Puglia e Rockerilla. Ha organizzato centinaia di concerti con la cooperativa Coolclub e suona male la batteria da 15 anni.

Queste le date del "tour" di presentazione:
8 ottobre – Ergot, Lecce
14 ottobre – I Volatori, Nardò (Le)
16 ottobre – Biblioteca, Alliste (Le)
17 ottobre – Cibus Mazzini, Lecce
21 ottobre – Libreria Caforio, Manduria (Ta)
27 ottobre – Chiccen, Roma
28 ottobre – Edison, Arezzo
29 ottobre – Modo, Bologna
3 novembre – Alambicco, San Cesario di Lecce
10 novembre – Libreria Gutenberg, Lecce
17 novembre – Culturando, Brindisi
18 novembre – Frantoio Ipogeo, Sannicola (Le)
22 novembre – Le Biciclette, Milano
25 novembre – Città del Libro, Campi (Le)
30 novembre – Ruffano (Le)
6 dicembre – Agorà Design, Martano (Le)
15 dicembre – Torre Santa Susanna (Br)
20 dicembre – Bar Chopin, Francavilla Fontana (Br)
22 dicembre – Caffè Letterario, Lecce
26 dicembre – Fondo Verri, Lecce

27 dicembre – Notte Noir, Soleto
5 gennaio – Botrugno (Le)
18 gennaio – Arci Rubik, Guagnano (Le)
21 gennaio – Premio Nabokov, Novoli (Le)
26 gennaio – Veglie (Le)

Novità in libreria:
“Un’eco di voci e risate” (Youcanprint) di Serena Simoncini

“L’insegnamento è la professione più bella del mondo”

15 anni di aneddoti legati all’applicazione delle Tecnologie nella scuola secondaria di 1° grado. Serena Simoncini, nata a Firenze il 22 Agosto 1951, ha insegnato Matematica e Scienze presso la Scuola Secondaria di 1° grado “Mazzini-Gamerra” di Livorno; attualmente svolge per il MIUR incarichi di tutor ed esperta formatrice nell’area scientifica e delle innovazioni tecnologiche. Scrive e gestisce corsi on line per bambini, ragazzi e docenti.

“Un’eco di voci e risate” di Serena Simoncini è una raccolta di racconti e allo stesso tempo molto di più, il testo infatti inaugura un modo nuovo e emozionante di fare didattica trasmettendo insegnamenti, emozioni, ricordi. Serena Simoncini ha un’esperienza pluridecennale come insegnante di Matematica e Scienze nella scuola media. L’idea dell’autrice è semplice e allo stesso tempo geniale, scrivere in racconti le proprie esperienze di insegnamento legate all’utilizzo delle nuove tecnologie e trasmettere i concetti fondamentali delle stesse.

Così un libro già divertente e piacevole diventa uno strumento utile per approcciare un mondo che, non solo a chi frequenta le scuole di base, può presentarsi come ostico. Basti pensare all’attuale dibattito sull’analfabetismo digitale e alla necessità, da parte di chiunque, di apprendere – anche in ritardo – l’utilizzo del computer per potersi relazionare con tutti gli ambiti della società, compresa la pubblica amministrazione.

La suddivisione in schede dei racconti, per gli insegnanti, permette di prendere spunto dall’esperienza contenuta nel testo per replicare esperimenti analoghi nelle proprie classi di insegnamento. Vengono affrontati gli aspetti più comuni della didattica, uniti a quelli dell’e-learning, per passare a vere e proprio considerazioni sulla natura dell’insegnamento digitale, dei nuovi strumenti didattici e del rapporto tra la rete e gli studenti. Un libro che è un invito rivolto agli insegnanti per rimettersi sempre in gioco e una lezione dedicata a chi crede che nella vita arriva un momento in cui non c’è più nulla da imparare.

Serena Simoncini, con “Un’eco di voci e risate”, ci insegna che l’apprendimento è una caratteristica costante della vita, c’è sempre da imparare, non soltanto sui banchi di scuola, ma anche al di qua della cattedra.

Leggete un’anteprima del libro sul sito di Youcanprint
Info: Youcanprint

Novità in libreria:
“Il silenzio di Patrick” (Youcanprint) di Josy Montè

“Il silenzio di Patrick” è il racconto, scritto in prima persona da una madre, che parla della sua esperienza con il figlio, affetto da dislessia. Il testo è una testimonianza viva, reale, partecipata e allo stesso tempo un messaggio di speranza per tutti i familiari e i genitori di figli che vivono una situazione analoga. Fin dalla sua nascita seguiamo Patrick, il giovane protagonista, con lo sguardo attento di sua madre. Patrick secondo il responso dato alla nascita dai medici non potrà condurre una vita come quella dei suoi coetanei per via di una cardiopatia. Questo annuncio, anziché abbattere i genitori di Patrick, fa nascere in loro il desiderio di fare tutto il possibile perché il loro amato figlio abbia un futuro degno di questo nome. Inizia così per i suoi genitori un percorso che li porterà a farlo visitare da diversi medici e a modificare per amore i ritmi della loro esistenza.
“Il silenzio di Patrick” è una storia che cattura per la sua autenticità e per la capacità dell’autrice di rendere il lettore partecipe, fin dalle prime pagine, delle vicende, delle speranze e di tutto il mondo d’amore che circonda il piccolo Patrick. Ma questa storia è molto di più, l’esempio di Patrick infatti è tale per tutti coloro che, almeno una volta nella vita, si sono sentiti scoraggiati, circondati dalle avversità, e non si sono sentiti in grado di affrontare i problemi di ogni giorno.
Gli anni della crescita, l’apprendimento, i primi giochi, i contrasti con una società che a ogni livello non è aperta all’inclusione ma sembra nata per escludere e creare steccati; leggiamo tutto questo e arriviamo a viverlo in prima persona, in un romanzo-testimonianza che si legge tutto d’un fiato lasciandoci un forte messaggio di speranza. Oltrepassare l’idea di normalità – questo è l’invito al lettore – confrontandosi con un bambino che ha dovuto impiegare una capacità d’animo non comune nemmeno agli adulti. Ogni obiettivo raggiunto sembra essere il preludio a una nuova sfida, ma Patrick affronta ciò con una caparbietà e una tenacia incredibili, e nel lettore cresce sempre di più l’empatia per il protagonista e per la sua famiglia.
Seguire il percorso di crescita di Patrick, fino all’ingresso nel mondo dell’istruzione e alla lotta contro i pregiudizi sociali, è una lezione di vita. Lo spirito combattivo e la forza della madre apriranno a Patrick le porte di un mondo, che vedrà genitori e figlio pronti a nuove sfide, forti dell’amore e della costanza dimostrati giorno per giorno.

Il silenzio di Patrick, Josy Monte’, p. 56, 9788866183471

Leggete un’anteprima del romanzo sul sito di Youcanprint
Info: Youcanprint

Novità in libreria:
“Opera Platonica” (Youcanprint) di Massimo Oink

Giulia e Massimo. Una vita di coppia forse non propriamente entusiasmante, un passato di incomprensioni alle spalle, e desideri di vita assolutamente contrapposti. Giulia e Massimo e la loro vita di ogni giorno, in tutto simile alla nostra: lavoro, spesa, cena con gli amici. Vita quotidiana, a volte grigia e ciclica, prevedibile, senza un futuro. Poi accade qualcosa di inaspettato!
Una storia terrificante che nessuno potrebbe mai immaginare: si comincia dall’elettricità che manca, poi l’acqua, poi il cibo. E quando vengono a mancare le basi stesse della civiltà, che succede? Che i tratti sopiti del nostro carattere escono prepotentemente alla ribalta, ed allora nulla è più come prima. In un mondo di lupi ci comporteremmo come tali, o saremmo in grado di elevarci?
Un romanzo da leggere come spunto per organizzarsi e sapere come sopravvivere a situazioni estreme come cataclismi o conflitti globali. Una lettura incalzante, una critica sociale sferzante che vuol mandare un messaggio alla società di oggi: il Caos e la Morte non sono così remoti, e sarebbe opportuno immaginare e progettare la nostra salvezza ora, se vorremo raggiungerla quando verrà il momento, perché un orrore di questo tipo potrebbe accadere anche domani.

Opera Platonica, Massimo Oink, p. 158, 9788866184072

Leggi un’anteprima del romanzo sul sito di Youcanprint.it
Info: Youcanprint.it

Rassegna Bookatini
LECCE SBAROCCA DI FRANCO UNGARO (Besa editrice)
Cafè in Via Italia Nuova 24 a Veglie (Lecce)
20 gennaio 2012 ore 21,00

Presenta Stefano Donno

Nell’ambito della rassegna Bookatini sarà presentato da Stefano Donno il libro di Franco Ungaro dal titolo “Lecce Sbarocca” edito da Besa editrice, presso Cafè in Via Italia Nuova 24 a Veglie (Lecce) il 20 gennaio 2012 ore 21,00

Franco Ungaro (1952) Lavora, a tempo più che pieno, ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Nel 2006 ha pubblicato Dimettersi dal Sud. Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati. Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale. Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le bust e di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo? Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Sa vedere e sa giudicare. (dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

Info: Besa Editrice

ALESSIA E LE SUE TENEBRE
DI GIACOMO BALZANO (BESA EDITRICE)
20 gennaio 2012 ore 18,00 a Bitonto (Ba)
Palazzo Antica Appia di via Porta Robustina.

L’autore presenterà il suo libro Alessia e le sue tenebre (Besa editrice) il 20 gennaio alle ore 18,00 a Bitonto (Ba) presso il Palazzo Antica Appia di via Porta Robustina. Questo è un evento organizzato da Besa editrice in collaborazione con Rotary club e Lions Club.

Alessia e le sue tenebre racconta di destini che si incrociano due volte a distanza di venticinque anni: quello di Alessia Simoni e di Gianni Bardi. Nella cornice di Bari e del suo mare i due ricuciono ferite ancora aperte, nel ruolo di analista il primo e di paziente la seconda. Il ricordo comune di un’esplosione in un autogrill in cui Alessia bambina perse la madre, e che Gianni, allora ventenne, riuscì a schivare per pochi minuti, consente ai due di arginare finalmente gli scogli passati del dolore e di ricercare la loro serenità e le vie adatte per conseguirla. Vie che nel romanzo sono illustrate con immagini di volta in volta leggere, poetiche, aggressive, cariche di nostalgia ma anche di calda speranza, che toccano in profondità il cuore del lettore.

Giacomo Balzano, psicoanalista adleriano, è nato a Bari nel 1959, dove tuttora vive. Ha pubblicato quattro saggi: Disagio Giovanile: storie di cambiamenti (1998); Giovani del Terzo Millennio (2005), vincitore del Premio Internazionale di saggistica “Città delle Rose”; I nuovi mali dell’anima. Il Disturbo Borderline e Narcisistico negli adolescenti (2007); Oltre il disagio giovanile. Strategie di prevenzione e recupero (2009) Alessia e le sue tenebre è il suo primo romanzo.

Info: Besa Editrice

“LECCE SBAROCCA” DI FRANCO UNGARO (BESA EDITRICE)

LIBRERIA FELTRINELLI POINT DI LECCE

Via Cavallotti 7/a Lecce

Presenta Luisa Ruggio
Letture a cura di Alessandra Crocco

13 gennaio 2012 ore 18,00

Franco Ungaro a lecce presenterà il suo libro uscito per Besa editrice dal titolo “Lecce sbarocca” il 13 gennaio alle ore 18,00 presso la libreria Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a. Dialoga con l’autore Luisa Ruggio. Leggerà alcuio brai del libro l’attrice Alessandra Crocco.

Franco Ungaro (1952) Lavora, a tempo più che pieno, ai Cantieri Teatrali Koreja diLecce. Nel 2006 ha pubblicato Dimettersi dal Sud.

Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati. Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale. Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le buste di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo? Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Sa vedere e sa giudicare.

(dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

Recensioni

Lecce Sbarocca è un libro unico e raro…La fluidità del romanzo regala una sinuosa lettura, in grado di accostare le diversità tematiche con sublime maestria.
Paola Bisconti, Salentoinlinea.it

Lecce ‘sbarocca’ nei paralleli che sono la cifra zero della sua leccesità, raccolti in questo libro come i grani di una collana rotta. Con queste premesse va da sé che la lettura degli ‘appunti’ di Ungaro è calda della maledizione dei cantori di razza: ha il sapore del sangue, denso di un’inquietudine necessaria quanto il suo linguaggio.
Luisa Ruggio, il Paese nuovo

…il linguaggio, invece, resta quello di un pamphlet, o meglio di una vera e propria avvelenata, un’intemerata dichiarazione di odio-amore per Lecce, non città madre ma fredda matrigna.
Fabrizio Versienti, Il Corriere del Mezzogiorno

Un amore impastato di amarezze. Come una culla scomoda, alla terra che raccoglie la nostra esistenza non si perdona niente, soprattutto l’essere ingenerosa, dispensatrice di giorni che potevano essere migliori, di risposte che aspettavamo diverse, di gente che non ci assomiglia affatto.
Claudia Presicce, Nuovo Quotidiano di Puglia

Un libro riflessione quindi sulla incessante costruzione di metafore costruite dalla società spettacolo. Un libro molto interessante, rapido, leggibilissimo, un colorato fuoco d’artificio.
Egidio Pani, Contrappunti, gennaio 2012

La scrittura, l’arte dello scrivere in ‘Lecce sbarocca’ vive di ‘attacchi’, di continuo principiare; come delle ‘entrate in scena’, pagina dopo pagina lo svolgimento, il continuum narrativo, è dato al lettore offrendogli molteplici piani di visione? Quello che più tocca è l’elegia del passato (come potrebbe essere altrimenti? Siamo o non siamo carne romantica?)
Mauro Marino, Il paese nuovo

‘Lecce sbarocca’ è una rivelazione, sotto tutti i punti di vista:dalla scrittura, di risoluto carattere e ricca di colori, al sorprendente ritmo; dalla narrazione, leggera e vivace, schietta e sintetica, alla minuziosa descrizione di particolari e ricordi… Apre e chiude tanti sipari Franco Ungaro, su scene più lunghe e su altre fulminee, sulla realtà sociale e politica e su momenti emozionali e intimi, su monologhi, su ‘fatti cuntati’ e su altri vissuti.
La ‘Lecce sbarocca’ di Franco Ungaro è uno scrigno di ricordi e pensieri, di impulsi e istinti, di umori, di azione e di reazione.
Dario Quarta, quiSalento, gennaio 2012

Info:
besaeditrice.it

“Scrivere Polvere” di Daniele Semeraro (Lupo editore)

12 gennaio 2012 ore 19,30 a Veglie
BookBar PrimoCaffè, sito in via Leverano n.18

Interverranno Stefano Donno e Michelangelo Zizzi

Il romanzo di Daniele Semeraro sarà presentato a Veglie giovedì 12 gennaio alle ore 19.30 presso il BookBar PrimoCaffè. Lupo Editore in collaborazione con Fucine Letterarie comunica che a Veglie, giovedì 12 gennaio alle ore 19.30, presso il BookBar PrimoCaffè, sito in via Leverano n.18, si terrà la presentazione del romanzo geografico “Scrivere Polvere”, edito dalla casa editrice salentina, dell’autore Daniele Semeraro. L’incontro con lo scrittore, organizzato da Cosimo Lupo, sarà condotto da Stefano Donno e Michelangelo Zizzi. “Scrivere Polvere” è romanzo geografico ambientato a Cisternino e nella Valle d´Itria negli anni del dopoguerra, tra le macerie dei luoghi e delle anime, ulivi secolari, vigneti e campi incolti. I suoi colori sono il bianco della polvere e dei muri dipinti a calce, il nero dei lutti ed il ruggine della terra. In una Puglia crepu scolare, fatta di trulli divelti, chiese sconsacrate e masserie abbandonate, si rincorrono i destini dei due protagonisti: una tarantolata muta e un povero balbuziente senza nome. Una pizzica verace e non folklorica dona ad essi un ritmo delirante per sfuggire alla propria condizione di reietti della società: il tempo ossessivo, frenetico, brutale della danza pareggia la brama di perdersi ognuno nella maledizione dell´altro.

Per maggiori informazioni:

Lupo Editore
www.lupoeditore.com
e-mail: redazione@lupoeditore.com

BookBar PrimoCaffè
Via Leverano n. 18, Veglie

http://www.facebook.com/#!/bookbarprimo

SCRIVERE POLVERE DI DANIELE SEMERARO – Lupo Editore

“Scrivere polvere” è romanzo geografico ambientato a Cisternino e nella Valle d´Itria negli anni del dopoguerra, tra le macerie dei luoghi e delle anime, ulivi secolari, vigneti e campi incolti. I suoi colori sono il bianco della polvere e dei muri dipinti a calce, il nero dei lutti ed il ruggine della terra. In una Puglia crepuscolare, fatta di trulli divelti, chiese sconsacrate e masserie abbandonate, si rincorrono i destini dei due protagonisti: una tarantolata muta e un povero balbuziente senza nome. Una pizzica verace e non folklorica dona ad essi un ritmo delirante per sfuggire alla propria condizione di reietti della società: il tempo ossessivo, frenetico, brutale della danza pareggia la brama di perdersi ognuno nella maledizione dell´altro. Una brama edificata su fragili fondamenta, quelle del dolore e della rassegnazione, sentimenti atavici, questi, che tesseranno la tela del fato nella quale fini ranno per cadere le loro esistenze. E nel silenzio più cupo si consumerà il loro ultimo sacrificio. Una storia ‘vintage’ dai risvolti cristici, in cui unico filo conduttore risulterà essere l’agghiacciante fragilità della mente umana e dell’esistenza stessa, condannata a seguire lo stesso, identico destino dei segni tracciati sulla polvere dal protagonista.

Chi è l’Autore? – Daniele Semeraro nasce a Locorotondo nel Maggio del 1977, vive a Martina Franca e lavora ad Alberobello. Chitarrista autodidatta, grande appassionato di musica e letteratura, si affaccia al mondo della scrittura da cantautore. Compone brani musicali per sé e per altri e nel 2008 si avvicina alla scrittura in prosa. “Scrivere polvere” è il suo romanzo d´esordio.

Per la rassegna “Salento d’amare?”

Ass. Kalos Manfredi Pasca
Ass. Secara di Emanuela Musca
Forum Convergenze Possibili per il Salento

presentano l’incontro dibattito

“ECO/COMPATIBILITA’:
dall’abitare al costruire al vivere nel Salento”.

22 dicembre 2011 ore 19,00
Sala Dante dell’Istituto Tecnico Costa di Lecce (Piazzetta De Sanctis)

L’Ass. Kalos Manfredi Pasca, l’Ass. Secara di Emanuela Musca, e il Forum Convergenze Possibili per il Salento, per la rassegna “Salento d’amare?” da anni impegnati nella promozione del territorio salentino sul piano sportivo sociale culturale ed economico organizzano l’incontro dibattito dal titolo “ECOCOMPATIBILITA’: dall’abitare al costruire al vivere nel Salento”.

L’appuntamento è previsto per il 22 dicembre 2011 ore 19,00 presso la Sala Dante dell’Istituto Tecnico Costa di Lecce in Piazzetta De Sanctis. Interverranno per la sezione “Eco/compatibilità del vivere” il dott. Gianluca Pasca (Vice Presidente dell’Ass. Kalos Manfredi Pasca; per la sezione “L’Eco/ compatibilità dell’abitare e del costruire” Fernando e Sebastian De Lorenzis (Depa di Magliano), l’arch. Dott. Antonio Antonica (Nonsolocamini – l’architettura del fuoco di Galatina), l’arch. Dott. Marco Memmo (GM3 Studio di Lecce). La presentazione è affidata alla dott.ssa Beatrice Musca (dell’ass. Sacara). La moderazione degli interventi alla dott.ssa Micaela Lepore. È previsto un saluto istituzionale del Sindaco di L ecce dott. Paolo Perrone.

L’incontro verte a dare alla comunità salentina tutta uno spaccato quanto più esaustivo del termine “eco-compatibilità, forse oggi troppo abusato, troppo frainteso. Ma ancor di più tale iniziativa vuole rappresentare un momento di confronto e dialogo tra tutte quelle forze produttive messe in campo per l’occasione al fine di mettere in rete spunti di riflessioni progettualità che se coordinate adeguatamente possono fare il bene del Salento stesso e della regione Puglia a qualsiasi livello di azione e riflessione. Eco-compatibilità dunque come filosofia dell’abitare in armonia con i contesti privati e pubblici, come filosofia del costruire nella scelta dei materiali meno invasivi e intrusivi sulla salute delle persone, come filosofia architettonica della bio-sostenibilità.

Saranno affrontati nello specifico tematiche concernenti l’architettura sostenibile che progetta edifici per limitare gli impatti nell’ambiente fautrice della filosofia del risparmio di risorse con una minima produzione di inquinamento, l’architettura con e attraverso i bio-elementi (acqua, aria, terra e fuoco), e la filosofia di una scelta consapevole dei materiali nella costruzione edilizia innovativi sia dal punto di vista ecologico che tecnologico. Un momento di confronto importante che testimonia il desiderio di aprire un dibattito su un Salento che vuole crescere e che accetta le nuove sfide per l’ambiente, l’edilizia e l’architettura.

FORUM CONVERGENZE POSSIBILI
www.convergenzepossibili.blogspot.com
GIANLUCA PASCA
www.gianlucapasca.it

“Nella puntata di Natale della rubrica Billy, nel tg1 delle 13.30, il libro della giovane scrittrice esordiente, Vittoria Coppola, “Gli occhi di mia figlia” verra’ proclamato “libro sotto l’albero di Natale”‘ titolo assegnato al migliore libro scoperto in rete. Il libro parteciperà al sondaggio del tg1′ nel mese di gennaio, con cui i telespettatori voteranno tra i magnifici undici “Il libro dell’anno”. Lo scorso anno il concorso sondaggio fu vinto da Antonio Pennacchi, con “Canale Mussolini”.”

Lupo Editore

La Feltrinelli Point
Lecce – Via Cavallotti 7/aTutti i giorni aperti orario continuato 08.,00 – 21,30
compresi festivi.

Besa Editrice – Liberrima

“LECCE (S)BAROCCA” DI FRANCO UNGARO (BESA EDITRICE)
CIRCOLO CITTADINO LECCE (Via Francesco Rubichi, 25)
Sabato 17 dicembre 2011 ore 18.00

Interverranno: Franco Ungaro, autore del libro
Silvia Famularo, giornalista
Roberto Caracuta, cultural manager
Alessandra Crocco, attrice Koreja

Drink con i vini “Candido” di San Donaci

Franco Ungaro (1952) Lavora a tempo più che pieno ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Nel 2006 ha pubblicato “Dimettersi dal Sud”.
Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati. Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale.
Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le buste di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo?
Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Sa vedere e sa giudicare.

(dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

Info:
Besa Editrice

“Piccoli seminaristi crescono” di Alfredo Romano
(edizioni Negroamaro)

Civita Castellana (Viterbo)
16 dicembre ore 17,00
Sala Conferenze della Curia Vescovile di piazza Matteotti.

Presenta il prof. Luigi Cimarra.
Intervengono Mons. Romano Rossi e il prof. Fabrizio Anzellini

Alfredo Romano a Civita Castellana presenterà il suo libro “Piccoli seminaristi crescono”
(Negroamaro) il 16 dicembre alle ore 17,00 nella Sala Conferenze della Curia Vescovile di piazza Matteotti.
Presenta il prof. Luigi Cimarra. Intervengono Mons. Romano Rossi e il prof. Fabrizio Anzellini

“È disponibile da qualche settimana in libreria l’ultima fatica letteraria di Alfredo Romano “Piccoli seminaristi crescono”, il cui titolo ricalca quello di un noto romanzo della scrittrice americana Louisa Mary Alcott (1832-1888) “Piccole donne crescono”. Io, che ho fatto un percorso parallelo al suo, quando ho avuto il libro tra le mani, dopo aver scorso le prime pagine, ne avrei scelto uno diverso, cioè “L’ultimo dei seminaristi”, che si rifà al celebre film “L’ultimo dei Mohicani”, perché mi sembra più consono a definire la crisi che, a partire dagli anni ’70 o giù di lì, portò la gerarchia ecclesiastica a rinnovare i metodi educativi fino ad allora adottati nella formazione dei futuri sacerdoti sia nei seminari sia negli istituti religiosi. Ne ho fatto cenno all’autore, che mi ha confidato di aver pensato anche lui in prima battuta a llo stesso titolo. Si tratta naturalmente di un libro autobiografico, come gli amici di Alfredo intuiscono immediatamente dalla foto di copertina, dove il nostro è ben riconoscibile, nonostante la “tenera età”, in basso a destra, in clergyman, con una espressione serena e vivace. Tuttavia la narrazione è limitata al breve periodo della prima adolescenza, nel quale si rievoca la “chiamata”, cioè la vocazione (“multi sunt vocati, pauci vero electi”), i sentimenti che lo spinsero alla vita seminariale, la progressiva presa di coscienza, la crisi irreversibile che si concretizzò con l’uscita.
Ritengo che il libro sia una testimonianza preziosa, un documento di valore storico, perché rivela un aspetto poco conosciuto della formazione dei futuri sacerdoti. Tutto era regolato da una rigida disciplina sotto la vigile sorveglianza dei superiori (una ben congegnata gerarchia interna che, a partire dal basso, prevedeva la presenza di figure come viceprefetto, prefetto, vicerettore, rettore), secondo una prassi consolidata da secoli. Il bambino era considerato un soggetto ricettivo e passivo, la cui mente e il cui spirito dovevano esser plasmati secondo una matrice o stampo, che inculcava principi assoluti e modelli comportamentali: i seminaristi erano preti “in miniatura”: venivano assuefatti fin da piccoli alle funzioni del clero, ai riti liturgici, al moralismo formale, con una scarsa attenzione alla pastorale, all’apostolato, al sociale: si formava il prete, non il sacerdote, il pastore, che conosce l’odore delle sue pecore, che le guida con santità e saggezza. E proprio in quegli anni siffatto metodo formativo andò via via sgretolandosi sotto la spinta del rinnovamento socio-culturale, che investì la società italiana; crollò quel sistema di impostazioni ed imposizioni indiscusse, indiscutibili, immutabili come se fossero state fissate ab aeterno. Per ogni azione della giornata, per ogni pensiero, oserei dire, c’era una regola. Avevamo il privilegio della ‘vocazione’, eravamo stati chiamati per evangelizzare, eravamo dei prediletti tra tanti. Non perché avessimo particolari attitudini, semplicemente i piani del Signore erano imperscrutabili. Privilegiati sì, ma la chiamata comportava di essere messo alla prova, sicché tutto bisognava sopportare, fosse anche una punizione o un ingiusto rimprovero inflitti da un superiore: era la prova della tua resistenza, di essere stato degno della ‘chiamata’. La prova inoppugnabile, impi etosa, del fallimento di tale metodo si ricava dai risultati (non) conseguiti in rapporto alle risorse e alle energie messe in campo: su una classe di 21 seminaristi soltanto uno arrivò al sacerdozio, vale a dire una percentuale bassissima, appena il 4,7% del totale. Risulta evidente che il modello non reggeva all’urto delle nuova realtà che irrompeva, alle esigenze della mutata situazione; si imponevano intelligenti aperture alle istanze e alle problematiche di un mondo, che stava cambiando rapidamente e radicalmente.
Ma mi preme anche dire che “Piccoli seminaristi crescono” è un libro coraggioso, che parla schiettamente, senza schermi o filtri, senza risentimenti od astio, di un’esperienza che normalmente viene relegata nelle pieghe nascoste della memoria o viene addirittura erasa dal tabulato della mente. Parlare di sé, della vita di seminario, è cosa, se non unica, almeno rara. Romano ripercorre con atteggiamento scevro da giudizi drastici e senza recriminazioni, una tappa fondamentale della sua vita, il suo itinerario di fede e di vocazione. Con uno stile pacato e scorrevole, in una sapiente organizzazione in brevi capitoli, offre uno spaccato della vita del seminario, presenta una ricostruzione dettagliata e minuta delle vicende personali, focalizzando le singole situazioni e i singoli episodi con ricordi nitidi, senza offuscamenti o censure preventive. Soprattutto non inveisce con la foga e la veemenza verbale dei “mangiapreti”.
Anche nella genesi della sua crisi non cerca alibi. Accenna ad una serie di concause: le tempeste ormonali che nella fase di crescita sconvolgono il corpo dell’adolescente che diviene uomo, le lacerazioni dell’anima, la ripulsa dell’autoritarismo e la ricerca di una autonomia di giudizio, infine il forte anelito alla libertà (più volte egli parla di “costrizione”, quasi di prigionia). C’è da dire che Romano, una volta presa la sua decisione, non ritornò più sui suoi passi, non lo fece desistere neppure l’incontro con figure dotate di intensa umanità e di mentalità aperta, come don Silvano Fràncola e, soprattutto, come mons. Roberto Massimiliani, vescovo di Civita Castellana. Credo che le pagine più toccanti del libro siano quelle conclusive, il dialogo in dialetto nativo tra il figlio e la madre Lucia, che aveva, con sensibilità tutta femminile, intuito il disagio d el figlio, nonché le ultime parole di commiato, che sempre la signora Lucia pronuncia sul letto di morte, dettate da un infinito amore materno: Fiju miu, vòju tte ticu ca su cuntenta ca nu’ tt’hai fattu prete, ca osci li preti su’ ssuli e ‘bbandunati e mmancu carculati! (Figlio mio, son contenta che non ti sei fatto prete, ché oggi vedo i preti soli e abbandonati e neanche calcolati). Notevole la mole del corredo documentale e fotografico, che l’autore ha conservato e che gli ha consentito di esemplificare momenti della vita quotidiana, senza lasciare spazio all’immaginazione. Questo significa che egli, diversamente da quanto è avvenuto in altri casi, ha rifiutato una rimozione drastica del suo vissuto: non ha fatto, per una sorta di autodifesa, tabula rasa del suo passato.
(Luigi Cimarra su Spigolature Salentine)” Info:
www.besaeditrice.it

COMUNE DI TAVIANO
ASSESSORATO ALLA CULTURA E ALLE POLITICHE GIOVANILI

“Gli occhi di mia figlia” Vittoria Coppola (Lupo editore)
Presenterà l’autrice il giornalista Raffale Polo.

16 dicembre 2011 ore 18,30
Sala Polifunzionale Armando Ria
Palazzo Marchesale “De Franchis” a Taviano

Il Comune di Taviano e Lupo editore presentano il 16 dicembre 2011 alle ore 18,30 presso la Sala Polifunzionale Armando Ria, Palazzo Marchesale “De Franchis” a Taviano, il libro di Vittoria Coppola dal titolo “Gli occhi di mia figlia” edito da Lupo editore. Presenterà l’autrice il giornalista Raffale Polo.

Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di “nostro” c’è invece nell’imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all’infelicità? In questa storia di “non detti”, in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza.
Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si rivela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all’infrangersi di un sogno. Armando, l’uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante. Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite. Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell’amicizia, l’unica che non tradisce.

VITTORIA COPPOLA
Ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura. Di questo dice: “Lo scopo che mi prefiggo nel momento in cui inizio a riempire pagine di parole e sentimenti, è quello di emozionare, regalando a chi mi privilegia “leggendomi,” attimi personalissimi di evasione dalla realtà, ma anche, perché no, arricchimento della stessa. Confido sempre nella bellezza dei sentimenti e perciò, quando qualcuno reputa banale il parlare d’amore, io sorrido, e vado avanti per la mia strada”.

Info:
www.lupoeditore.com

Kurumuny in collaborazione con
Regione Puglia
Comune di Martano
Comune di Castrignano
Comune di Cursi
GeoArk
Limone Illuminazioni

Presenta

“COME FECE COME NON FECE”
viaggio incantato nel magico mondo delle favole

dal 16 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012

La casa editrice Kurumuny in collaborazione con la Regione Puglia, il Comune di Martano, il Comune di Castrignano, il Comune di Cursi, GeoArk e Limone Illuminazioni presenta dal 16 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012 una mostra itinerante con le tavole e le opere del volume “Come fece come non fece” di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo edito dalla stessa Kurumuny. La mostra sarà visibile dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 20,00 dal 16 al 18 dicembre 2011 presso Palazzo Raho a Zollino, dal 20 al 22 dicembre presso il Castello De Gualtieris a Castrignano, dal 26 al 29 dicembre a Martano Sala Karol Wojtyla in Piazza Caduti, dall’1 al 4 gennaio 2012 presso Limone Illuminazione Showroom dalle 17,00 alle 22,00, e dal 6 al 10 gennaio 2011 a Cursi al Frantoio Ipogeo Palazzo De Donno dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 20,00

“Come fece come non fece” è una raccolta di fiabe fatte di immagini, luoghi, atmosfere, suoni di paesi e città, voci di uomini e di animali, odori antichi di case umili o profumi esotici di sfarzosi castelli, di malìe e incantamenti alla controra. Immagini lontane, nel tempo e nello spazio, di principi e principesse che vivono e rivivono tra gli ulivi contorti e tra gli spinosi fichi d’India. Dietro ogni favola c’è il volto rugoso di un vecchio che fu bambino, la sua voce sfiatata e i gesti delle sue mani nodose che raccontano storie vere, camuffate da fiabe. Un libro attraverso cui i bambini possono apprendere gli strumenti per affrontare la vita, perché si narra di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e incantesimi buoni e cattivi, di viaggi straordinari; ma Come fece come non fece è anche un libro per gli adulti che possono svegliare i ricordi custoditi in un angolo della memoria e ritrovare il temp o in cui furono bambini attraverso la fascinazione di un racconto. Le favole qui pubblicate fanno parte di un lavoro di ricerca e documentazione più ampio e complesso condotto dall’autore sulla cultura orale salentina. Le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state trascritte mediante una traduzione libera dove si combinano le immagini e i giri di frase più espressivi caratteristici della lingua dialettale con un impianto linguistico italiano, in questo modo la lingua è parte integrante del paesaggio perché contribuisce in modo determinante a identificare i luoghi in cui si svolgono le azioni e i personaggi stessi delle favole.

Titolo: Come fece come non fece
Autore: Luigi Chiriatti, Egidio Marullo
Editore: Kurumuny
Euro: 15.00
Note: con illustrazioni a colori

IL PROGRAMMA

ZOLLINO
Palazzo Raho
16 | 18 dicembre
ore 9,30-12,30 | 17,00-20,00

Venerdì 16 dicembre ore 9.30
Spettacolo di burattini
a cura del Teatro dei burattini di Lecce

Sabato 17 dicembre ore 10.30
Spettacolo di burattini
a cura del Teatro dei burattini di Lecce
h. 18,30

Presentazione del volume
“Come fece come non fece”
principi fate folletti nel magico mondo delle favole

SARANNO PRESENTI GLI AUTORI, LUIGI CHIRIATTI E EGIDIO MARULLO, E L’ASSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI ZOLLINO, ANTONIO CHIGA.

Domenica 18 dicembre ore 18.00
Nati per leggere
Letture per bambini da 0 a 6 anni

VENERDÌ 16 DICEMBRE 2011 – ORE 16.30
presso
Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo
(Lecce , Via Libertini 15/A)

Loredana De Vitis sarà ospite

del “Corso di Editoria e Giornalismo”
organizzato da Storie, Rivista internazionale di letteratura (Leconte Editore)
e Ubaldo Villani-Lubelli a Lecce.

Venerdì 16 Dicembre 2011, alle ore 16.30, presso l’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, a Lecce (Via Libertini 15/A), Loredana De Vitis sarà ospite del Corso di Editoria e Giornalismo organizzato da Storie, Rivista internazionale di letteratura (Leconte Editore) e Ubaldo Villani-Lubelli.
Il tema scelto da Loredana De Vitis per la sua lezione è l’’autobiografia, un argomento particolare perché proprio a partire dal suo percorso personale, professionale e artistico l’autrice offrirà agli studenti un esempio pratico di come la scrittura e la vita si mescolano e, allo stesso tempo, come questo intreccio debba essere sapientemente equilibrato. Dal suo esordio in racconti con “Storie d’amore inventato” fino al recente e fortunato progetto di narrazione per immagini di “Io sono bellissima”, Loredana De Vitis ha saputo condividere con i lettori un universo poliedrico, a partire dalla propria esperienza. Gli strumenti professionali e gli anni trascorsi nel settore del giornalismo verranno così affiancati e rapportati a quelli artistici in una lezione di sicuro interesse.

“Storie”, la rivista più importante di Leconte Editore, nel rispetto della mission editoriale, quella cioè di una casa editrice aperta alla promiscuità linguistica, al ruolo ideologico della letteratura, alla trasversalità della parola, è una rivista dedicata alle tecniche di scrittura che presenta testi inediti in Italia e all’estero dei maggiori narratori contemporanei oltre a fornire un panorama dettagliato della produzione editoriale italiana e straniera. Nel 2003 “Storie” di Leconte Editore è stata premiata negli Stati Uniti dal Writer’s Digest come migliore rivista letteraria internazionale; diffusa in tutto il mondo, nell’edizione bilinque, è diventata un punto di riferimento per chi si dedica alla scrittura in modo professionale, tanto che T. C. Boyle, ad esempio, ha scritto di Storie: “Una rivista straordinaria”, e Joyce Carol Oates, “Qui la letteratura è viva e raffinata, non il fregio di iniziati”, attestando la stima da parte di chi ha fatto e fa quotidianamente, della scrittura, un mestiere.

Il “Corso di Editoria e Giornalismo”, iniziato il 14 ottobre scorso, ha come filo conduttore il tema “Dalle parole ai fatti” e ha visto la partecipazione insieme a Loredana De Vitis, Massimo Bucchi (la Repubblica), Edoardo Winspeare (regista), Alessandro Valenti (regista e sceneggiatore), Rosanna Metrangolo (Il Quotidiano di Puglia), Maria Luisa Mastrogiovanni (Il Tacco d’Italia) e Giuseppe Puppo.

Info:
www.loredanadevitis.it

ALTAMAREA contro l’inquinamento – KURUMUNY EDIZIONI

GLI “INVISIBILI” SONO SOLO GLI OPERAI DI ILVA?
Mercoledì 14 Dicembre 2011
Ore 17.30

presso Consultorio Familiare
“Il Focolare” (Via Plateja 142, Taranto)

Convegno/Dibattito organizzato da ALTAMAREA contro l’inquinamento
presso il Consultorio Familiare “Il Focolare” (Via Plateja 142) a Taranto.

Presiede e saluta: Luigi Boccuni
Modera: Piero Massafra

Saranno presenti inoltre:
gli autori di “Invisibili” (Kurumuny Edizioni) – Fulvio Colucci e Giuse Alemanno
Una rappresentanza dei Sindacati,
Un rappresentante di Ilva Spa
Biagio De Marzo, già Dirigente del TES Ufficio Tecnico di Stabilimento
Patrizio Mazza, ematologo

Interventi dalla sala (RSU, Siderlandia, cittadini)

È passato quasi un anno dalla pubblicazione di “Invisibili. Vivere e morire all’Ilva di Taranto”, libro inchiesta scritto a quattro mani da Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, pubblicato da Kurumuny Edizioni. Un anno fitto di presentazioni in tutta Italia ma anche un anno fatto di storie, incontri, dibattiti nei quali è stata riportata la questione delle condizioni di lavoro e delle ricadute del lavoro e delle fabbriche sull’ambiente e sui cittadini. “Invisibili” (Kurumuny), grazie al taglio giornalistico narrativo, ha dato modo di affrontare una questione ‘storica’ per la città di Taranto e per tutto il Sud in un modo chiaro e partecipativo; segno ne sono i numerosi incontri che si sono tenuti in tutto il nostro paese.

“Invisibili” torna a Taranto, nella giornata del 14 dicembre 2011, presso la sede del Consultorio Familiare “Il Focolare”, dove l’associazione ALTAMAREA, impegnata contro l’inquinamento, ha organizzato un convegno/dibattito dal tema “Gli ‘invisibili’ sono solo gli operai di Ilva?”. Insito nel tema lanciato un invito a estendere l’indagine, non solo giornalistica o editoriale, ad altri ambiti. Data la tematica affrontata e la presenza di rappresentanze di associazioni e cittadini che vivono una questione così urgente in prima persona, il dibattito di annuncia di estremo interesse. L’ingresso è libero, tutti sono invitati a prendere parte all’evento e a fornire il loro apporto nel dibattito. A distanza di quasi un anno dalla pubblicazione di “Invisibili” (Kurumuny) quella del 14 dicembre è un’occasione per fare il punto sul quanto è nato dalla pubblicazion e di questo libro.

INVISIBILI. Vivere e morire all’Ilva di Taranto
Non molto tempo fa gli operai dell’allora ITALSIDER vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L’ITALSIDER non c’è più. C’è l’ILVA. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa da carabiniere. Per i nuovi operai dell’ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i torne lli dell’ILVA. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. Perché l’Ilva è anche volti stanchi, epopea di pendolari, famiglie e figli, doveri e rancori, solidarietà e silenzi, verità e menzogne. L’Ilva è carne viva, metafora di una condizione universale, piccolo spaccato di mondo. Una fabbrica non soltanto di acciaio ma di storia e storie. E sullo sfondo una città lontana assente, dai contorni sfumati come fosse di sabbia, la stessa sabbia che si indurisce nel naso e lo fa sanguinare. Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro, sospesa in aria come il braccio di una gru, operai del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’Ilva di Taranto. Ma è anche il racc onto delle contraddizioni di una città intera, sparsa su 2600 ettari di cui l’Ilva occupa 1600: facile capire chi comanda e chi dà da mangiare ai tarantini, più difficile è capire perché accade che dei bambini, come quelli di Taranto, siano in trincea per una guerra impari contro un nemico subdolo e imprevedibile, l’inquinamento. Il ricatto occupazionale e il sentirsi colpevoli di lavorare. Questo è uno dei pregi di Invisibili, la narrazione di un’umanità divisa fra la necessità e il rifiuto, la psicologia di chi ogni giorno passa quei cancelli aspettando il momento di uscirne, il malessere di chi sa che non può farne a meno pur essendone sempre tentato.

Info:
http://www.kurumuny.it
http://www.kurumuny.it/pubblicazioni/dettagli_pubblicazione.php?id=87

“Bottega Libraria” in collaborazione con il “Monastero dei Cistercensi di Martano”

SABATO 17 DICEMBRE 2011
ORE 17.30
Monastero Santa Maria della Consolazione
(Strada Provinciale Martano-Borgagne – Martano)

presenta

“ERBARIO CISTERCENSE”
di Fra’ Domenico Palombi

Presenteranno:

Silvano Marchiori – Ordinario di Botanica Sistematica, Università del Salento
Maurizio Nocera – Scrittore
Giuseppe De Filippis – Direttore del laboratorio Codex
Simone Giorgino – Direttore Editoriale di Bottega Libraria

A seguire concerto-evento “Corpi d’arco” di Francesco Del Prete

Sabato 17 Dicembre 2011, alle ore 17.30, presso il Monastero di Santa Maria della Consolazione a Martano (Strada Provinciale Martano-Borgagne), verrà presentato il volume “Erbario Cistercense” di Fra’ Domenico Palombi (Bottega Libraria). Il volume verrà presentato da Silvano Marchiori, Ordinario di Botanica Sistematica presso l’Università del Salento, con lui discuteranno Maurizio Nocera, scrittore, Giuseppe De Filippis, direttore del laboratorio Codex, realizzatore dell’edizione e Simone Giorgino, direttore editoriale di Bottega Libraria, che ha edito il volume.

Dopo la presentazione del volume si terrà il concerto-evento “Corpi d’arco” di Francesco Del Prete.

“Erbario Cistercense” (Bottega Libraria, 2011) a cura di Fra’ Domenico Palombi, è un volume di elevatissimo pregio culturale e artistico, contenente al suo interno le immagini di alcune delle specie vegetali più rappresentative della flora del nostro territorio, unite alle descrizioni delle proprietà curative e degli utilizzi medici e terapeutici delle stesse. Le immagini, in tutto 108 tavole realizzate da Mimma Cucurachi con la tecnica dell’acquerello, sono tutte riprodotte artisticamente su carta pregiata. Nella sua introduzione Padre Ilario D’Ancona si sofferma sulla storia della tradizione medica e dell’utilizzo delle piante curative.

La storia di questo testo è una testimonianza affascinante della cura e della dedizione di Fra’ Domenico Palombi per le proprietà delle piante che ha collezionato nei lunghi anni del suo soggiorno presso il Monastero Santa Maria della Consolazione di Martano, dove ha avuto modo di catalogare centinaia di specie di cui sono state raccolte, in questo volume, le più significative. Il connubio tra monasteri cistercensi e studio dell’agricoltura, attraverso i secoli, non ha mai conosciuto interruzione, non solo, a questo aspetto si aggiunge l’importanza rivestita negli stessi monasteri dallo studio dell’arte medica legata alle differenti specie vegetali, in anticipo su ogni sistema di classificazione; le proprietà curative delle piante, insieme allo studio della loro bellezza e conformazione, accompagnano l’uomo fino dall’alba dei tempi, “Il Signore fa produrre i rimedi dalla terra, l’uomo assennato non li disprezza”, così recitava l’Ecclesiaste. Attraverso i secoli nei monasteri, in particolar modo benedettini, si è conservato e valorizzato un patrimonio scientifico e culturale di inestimabile valore.

Il lettore che ha la fortuna di avere tra le mani una copia dell’”Erbario Cistercense”, oltre che attraversare secoli di storia e conoscenza, godrà della visione di un oggetto d’arte e del possesso di uno strumento utile nel quale rintracciare ogni giorno i suggerimenti dell’antica arte medica. Diviene finalmente possibile, con l’“Erbario Cistercense”, un viaggio indietro nel tempo, nella nostra cultura tradizionale così intrisa della saggezza circa i rimedi naturali delle piante.

Dalla “Nota dell’editore”
L’erbario di Fra’ Domenico si inserisce nel solco di una antichissima tradizione che mira a descrivere le virtù delle piante con sintetiche note di carattere medico. La riproduzione pittorica delle piante è stata affidata all’artista Mimma Cucurachi, che ha seguito fedelmente la composizione originaria delle tavole così come è ideata da Fra’ Domenico, mantenendo inalterato anche il sistema autografo di a nnotazioni al margine. La legatura, eseguita dai Laboratori Codex di Guagnano (Lecce), è interamente artigianale. Le cuciture sono eseguite manualmente a filo refe. La copertina è in piena pelle di capra a concia vegetale, arricchita da impressioni a caldo con temi floreali. La carta utilizzata, messa a punto dopo numerosi anni di ricerca dagli esperti cartai Fedrigoni, garantisce una resa ottimale delle immagini.

Bottega Libraria.
Bottega Libraria è una giovane e dinamica casa editrice salentina specializzata nella creazione di libri d’arte, facsimili e opere di pregio a tiratura limitata. Il fascino dei libri antichi, le splendide miniature dei codici medievali, il mistero e la leggenda dei copisti amanuensi rivivono in nuove edizioni di lusso grazie alle straordinarie tecniche di riproduzione messe a punto dai laboratori di Bottega Libraria dove la creazione del libro è effettuata artigianalmente e durante tutto il proces so di produzione da tecnici specializzati.
La cucitura manuale a filo refe, le copertine in vera pelle, le impressioni a caldo sul piatto e sul dorso, la speciale carta utilizzata, sono alcune delle caratteristiche che rendono i manufatti editoriali pubblicati da Bottega Libraria veri e propri oggetti d’arte.
Ogni pubblicazione esce a tiratura rigorosamente limitata e certificata, e ogni lettore può fare incidere il proprio nome (anche accompagnato da una dedica o da un pensiero) in calce alla tabula gratulatoria posta alla fine di ogni libro, grazie all’intervento di una maestra calligrafa.
Alcuni degli esemplari pubblicati sono esposti nell’atelier di Bottega Libraria in via Palmieri 37/a a Lecce.

Attiva dal 2008 Bottega Libraria ha pubblicato la “Vita Nova” e la “Divina Commedia” di Dante Alighieri, la “Vita e miracoli di S. Giuseppe da Copertino”, il pregiatissimo Bestiario/Ashmole 1511, della “Bodleian Library” di Oxford, l’”Apocalisse” di Giovanni e, in collaborazione con il Monastero dei cistercensi di Martano (Lecce), l’”Erbario Cistercence”.

Francesco Del Prete. “Corpi d’arco”

Dall’instancabile duello tra l’uomo e la personificazione del violino prende vita “Corpi d’arco”, debutto discografico del violinista salentino Francesco Del Prete, pubblicato nel dicembre 2008. 14 brani in cui Francesco racconta di posti lontani, dipinge atmosfere oniriche, arpeggia il violino sotto esotiche lune e glissa, con rara maestria, dal jazz, all’etnico, al pop. Uno stile sperimentale che affida le parole dell’anima ad un violino elettroacustico, a una pedaliera e a una loop machine. Un violino attratto dalla realtà e dai suoi suoni, pronto a superare i limiti di un uso prettamente melodico che la tradizione classica gli ha assegnato, per respirare, esprimere e significare tutto ciò che osserva.

Info:
tel. 333.1795967
erbariocistercense@gmail.com

LECCE (S)BAROCCA DI FRANCO UNGARO (BESA EDITRICE)

Valona (Albania) 5 Dicembre 2011
Biblioteca dell’Università. Interverrà Angela Hallerbach, lettrice di Italiano

6 dicembre 2011 a Elbasan (Albania) ore 14:00 presso l’Università.
Interverrà Angela Costantini.

Franco Ungaro a Valona (Albania) presenta “Lecce sbarocca” (Besa editrice) il 5 Dicembre 2011
presso la Biblioteca dell’Università con l’intervento di Angela Hallerbach, lettrice di Italiano e il

6 dicembre 2011 a Elbasan (Albania) alle ore 14:00 presso l’Università con l’intervento di Angela Costantini.

Franco Ungaro (1952) Lavora a tempo più che pieno ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Nel 2006 ha pubblicato “Dimettersi dal Sud”.

Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati. Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale.

Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le buste di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo?
Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Sa vedere e sa giudicare.

(dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

“La tavola dei Ricci – olio pane vino sole e luna” di
Maria Antonietta Epifani (Schena)

Feltrinelli Point di Lecce
Via Cavallotti 7/a

Lunedi’ 5 dicembre alle ore 18.00
Seguira’ un piccolo aperitivo di Antonella Ricci e Vinod Sookar.

Ci sarà la presentazione del libro di Maria Antonietta Epifani ” La tavola dei Ricci ” edito da Schena per lunedi’ 5 dicembre alle ore 18.00 presso la Feltrinelli Point di Lecce.
Seguira’ un piccolo aperitivo di Antonella Ricci e Vinod Sookar.

Fiaba alimentare e viaggio concretissimo dei sensi, tutti e cinque. “La tavola dei Ricci – olio pane vino sole e luna”, ultima avventura letteraria a firma di Maria Antonietta Epifani (Schena), musicologa con la passione per l’antropologia, edito per i tipi di Schena editore, nasce da un vizio irrinunciabile: la golosità. Così è iniziata questa avventura letteraria che ha portato lontano, attraversando dimensioni insospettabili. Dalla tavola indietro, fino alla sapienza elementare della terra, alla eloquenza “fascinosa e prepotente, pregna di memoria degli alberi d’ulivo”, e ritorno.

Passando per le stagioni, i cicli cadenzati dai movimenti invisibili degli elementi, sole e luna che hanno accompagnato il succedersi delle generazioni di questa famiglia capace di costruire nel tempo una realtà gastronomica tanto solida da affrontare la sfida del presente. Dal mondo contadino – la memoria della fame – al privilegio dell’abbondanza – la globalizzazione. Da nonna Rosa, ad Angelo e Dora Ricci, fino ad Antonella e Vinood, testimoni di questo presente insieme a Rossella, cerimoniera discreta e sapiente dei rituali della tavola e del vino.

Nella ricetta originaria del biscotto, recuperata attraverso il confronto dei segreti di zia Lucia, di zia Violetta e della famiglia Ricci, la chiave di lettura del racconto: “Mentre la società si avvia a un indecoroso oblio dell’antenato queste ricette e questa tavola vivificano continuamente la memoria”, ha detto l’autrice. Il racconto per immagini di Biondi, procede per fotogrammi che accompagnano il testo in sequenza filmica, adescando il lettore nel peccato originario dell’opera, la gola e il gusto. L’incedere delle stagioni diventa dunque, pagina dopo pagina, ricetta dopo ricetta, un girone infernale di tentazioni, mescolando maliziosamente la liturgia sacra della tavola e del cibo con i piatti della festa, quando la religiosità sconfina in baccanale e gozzoviglia festosa, orgogliosamente profana.

Incontro con l’autore

GLI OCCHI DI MIA FIGLIA di VITTORIA COPPOLA (LUPO EDITORE)

2 dicembre 2011 ore 18,00

La Feltrinelli Point di via Cavallotti 7/a a Lecce

Presenta l’autrice Paolo Vincenti

Il volume “Gli occhi di mia figlia” di Vittoria Coppola edito da Lupo editore sarà presentato il 2 dicembre 2011 alle ore 18,00 presso la Feltrinelli Point di Lecce. Interviene Paolo Vincenti

Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di “nostro” c’è invece nell’imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all’infelicità? In questa storia di “non detti”, in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza. Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si ri vela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all’infrangersi di un sogno. Armando, l’uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante. Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite. Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell’amicizia, l’unica che non tradisce.

VITTORIA COPPOLA – Ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura. Di questo dice: “Lo scopo che mi prefiggo nel mo mento in cui inizio a riempire pagine di parole e sentimenti, è quello di emozionare, regalando a chi mi privilegia “leggendomi,” attimi personalissimi di evasione dalla realtà, ma anche, perché no, arricchimento della stessa. Confido sempre nella bellezza dei sentimenti e perciò, quando qualcuno reputa banale il parlare d’amore, io sorrido, e vado avanti per la mia strada”.
Info:

Giovedì 1 Dicembre 2011 – Ore 20.30
Stones’ Cafè – Carovigno (Br)
(Via Santa Sabina)

Loredana De Vitis su “Storie d’amore inventato”
a dialogo con Luca Scanferlato

Proseguono le presentazioni pugliesi di “Storie d’amore inventato” la fortunata raccolta di racconti pubblicata da Loredana De Vitis. Il prossimo appuntamento è fissato per Giovedì 1 Dicembre 2011, alle ore 20.30, presso lo Stones’ Cafè di Carovigno (Via Santa Sabina). Luca Scanferlato dialogherà con l’autrice.

Lo scrittore Giuseppe Puppo ha sintetizzato così una delle caratteristiche dei racconti di Loredana De Vitis “Aver saputo cogliere questa “educazione sentimentale” (cito a mia volta una citazione di un’altra protagonista, che ne ha paura però e quindi lascia subito cadere) rimasta incompiuta, questo disagio di fondo, senza l’agio di porsi contro, in una sostanziale accettazione, con l’alibi dell’impossibilità a reagire, in una rassegnazione senza rimedio, è di Loredana De Vitis il merito principale, che ne fa già una buona scrittrice e ne anticipa potenzialità a lungo respiro e di lungo corso.”

La vita entra nei racconti di Loredana De Vitis e ne esce fuori sotto una luce nuova, ne sono dimostrazione le sue iniziative in cui la parola scritta diviene tale dopo essere stata filtrata dal racconto di vita vera, come succede ad esempio con la rubrica che l’Autrice tiene sul suo blog, nella quale invita i lettori a scriverle lettere alle quali risponde con puntualità e ironia, oppure con l’iniziativa alla quale ha dato vita “e senti questa, Loredana”, nella quale invita lettori e scrittori (tra i quali Lorenzo Gasparrini, Massimiliano Manieri, Gianluca Conte, Luciano Pagano) in reading pubblici o sul suo sito, a condividere con lei i racconti, dai quali prende spunto per raccontare storie nuove.

Loredana De Vitis, nata nel 1978, laureata in filosofia, “lavora con le parole” come giornalista e vive raccontando. Ha pubblicato anche “Welcome to Albània”, un reportage sul “paesaggio culturale” dell’Albania. È tra i finalisti dell’edizione 2011 del Concorso Subway Letteratura.

Loredana De Vitis, Storie d’amore inventato disponibile su:

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=516605

http://www.lafeltrinelli.it/products/2120005166056/Storie_d%27amore_inventato/De_Vitis_Loredana.html

booktrailer: http://youtu.be/2qO8pSM6ZD0

Loredana De Vitis su “storie d’amore inventato”: http://youtu.be/bEeFA5J-qsY
Sito/blog dell’autrice: http://www.loredanadevitis.it

PRO LOCO DI RUFFANO

Presenta la Rassegna QUATTRO AMICI AL BAR
ENOTECA NOTE DI VINO
via vittorio veneto, 55 a Ruffano

30 novembre 2011 ore 20,00 con
“Fino alla fine del giorno” di Osvaldo Piliego (Lupo editore)

7 dicembre 2011 ore 20,00 con
“Lucignola” di Gloria De Vitis (Lupo editore)
Presenta Paolo Vincenti

Ritorna la rassegna letteraria “Quattro amici al bar” organizzata dalla Pro Loco di Ruffano. Questa volta, a far da cornice alla manifestazione, sarà l’enoteca Note di vino, anche sponsor della rassegna. “Note di vino”, wine bar, caffè, braceria, è un nuovo punto di incontro, dove, oltre a degustare ottimi vini, scelti dal sommelier Davide Rizzello, e succulenti aperitivi, si può ascoltare della buona musica dal vivo. Ricavato in un antico locale con volte a stella ed arredato con raffinato gusto, il bar infatti è provvisto di un piccolo palco dove possono esibirsi liberamente gruppi o musicisti.

La rassegna della Pro Loco Ruffano si svolgerà in due serate, mercoledì 30 novembre e mercoledì 7 dicembre 2011, nelle quali saranno presentati due libri di altrettanti giovani autori salentini. Il 30 novembre, alle ore 20.00, sarà la volta di “Fino alla fine del giorno” (Lupo Editore 2011) di Osvaldo Piliego. Questo libro è l’opera prima di Piliego, giornalista e operatore culturale. L’autore, specializzato nel campo musicale, è direttore della rivista “Coolclub.it” e collabora con “Il Quotidiano” di Lecce e “Rockerilla”. Ha organizzato centinaia di concerti musicali nella provincia di Lecce e non solo. Nel libro, dalla copertina e dalla grafica molto accattivanti, Piliego narra una storia forte, anzi, l’intreccio di più storie sullo sfondo di una Lecce che non è certo quella che siamo abituati a conoscere e di un S alento che è ben diverso da quell’immagine da cartolina tanto usata e abusata nell’attuale campagna di immagine e di marketing territoriale della nostra provincia. Il tutto, con un linguaggio duro, scarno, a volte anche crudo, con numerosi inserti dialettali, che poco concede al barocchismo e al manierismo di certa letteratura nostrana.
Come scrive Valeria Nicoletti su “Qui Salento” di novembre 2011: “I personaggi si muovono in una Lecce che soffoca sotto pesanti ricami di pietra e mormora di desideri che si perdono, invischiati nel labirinto delle giravolte. Come se tutto il barocco si spalmasse sull’anima impedendo ogni decollo, suggerisse di rassegnarsi all’inevitabilità delle albe e di scansare le sorprese. L’imprevisto come unica speranza, di montaliana memoria, non è gradito…. L’amarezza diventa abitudine, il rimpianto ordinaria disposizione d’animo. I segni restano desideri in potenza.”
A presentare il libro, insieme all’autore, ci saranno il giornalista Dario Goffredo e Paolo Vincenti, presidente della Pro Loco di Ruffano. Interventi musicali di Pay Rabarbaro.

Il 7 dicembre, sempre alle ore 20.00, sarà presentato “Lucignola” ( Lupo Editore 2010), l’ultimo libro di Gloria De Vitis. “Sulla copertina del libro vediamo un piccolo Pinocchio pendente (personaggio che, evidentemente, la De Vitis deve amare molto), appeso ad un filo che scorre su una schiena nuda, probabilmente della stessa autrice. Nuda, l’autrice compariva anche sulla copertina dei suoi due precedenti libri, dunque un leit motiv per la De Vitis, e “Nuda” è anche il titolo del suo secondo lavoro editoriale, una raccolta di poesie molto apprezzate da chi ha avuto per le mani quel libro. Dunque, la raffinata immagine di copertina ci fa già capire molto del contenuto del libro o almeno dell’atmosfera che vi si respira, evocando un ché di sensuale, forse magico.
E molto ci fa capire anche il titolo del libro che declina al femminile il nome del noto personaggio di Carlo Collodi, il “cattivo ragazzo” Lucignolo, compagno di scorribande di Pinocchio … A Pinocchio, l’autrice dedica il libro, che si apre con una citazione da Oscar Wilde: ‘Ho passato tutta la mattina sulle mie poesie, e ho tolto una virgola. Nel pomeriggio l’ho rimessa’. Si tratta di un romanzo i cui protagonisti sono Anna e Tobia ed al centro, una appassionata ma tormentata storia d’amore.
Nel corso della narrazione , che utilizza un linguaggio ‘basso’, colloquiale, vicino all’uso comune (con espressioni gergali), vengono inserite delle prosette liriche, frutto delle elucubrazioni della protagonista Anna, la cui storia interiore si dipana nel corso delle pagine con una tecnica narrativa molto vicina al procedimento del flusso di coscienza.” (Paolo Vincenti, in “Il Paese Nuovo”, 9 giugno 2011). A presentare il libro di Gloria De Vitis, ci saranno la scrittrice Ilaria Ferramosca e Paolo Vincenti. A margine della presentazione, una mostra d’arte della De Vitis, anche apprezzata pittrice.

Al termine delle serate, tutti gli astanti potranno degustare i vini del locale.

Info:
http://www.prolocoruffano.com
Facebook: Pro Loco Ruffano
Facebook: Note di vino
348.1306106
338.7877494

Foggia, 30 Novembre 2011 – "Nessuna Speranza per Malceski" di Alfonso Ramunni (Besa editrice)

Foggia 30 novembre 2011 ore 20.00
Sala del tribunale Palazzo Dogana.
Interverranno la Dott.ssa Prisco, il Prof. Franco Perelli ordinario di Storia del Teatro DAMS di Torino, leggerà alcuni brani Alessandra Pinto.

Alfonso Ramunni a Foggia presenta Nessuna Speranza per Malceski (Besa editrice) il 30 novembre alle ore 20.00 presso Sala del tribunale Palazzo Dogana. Introdurrà la Dott.ssa Prisco,presentazione testo Prof. Franco Perelli ordinario di Storia del Teatro DAMS di Torino,voce narrante Alessandra Pinto.

La vita umana si allunga e si crede che la vecchiaia non arrivi mai, consentendoci di proseguire anche in età avanzata le peripezie della giovinezza. Di questo vuole convincersi Stanislao Malceski che, nel corso della sua turbinosa esistenza, ha sperimentato ogni sorta di piacere e non vuole arrendersi al decadimento fisico. Assolda pertanto un geniale ricercatore, il dottor Davide Verastri, perché faccia luce sui processi della degenerazione vascolare e gli fornisca in fretta una cura contro l’invecchiamento. Non contento, affianca a Verastri, e senza che questi lo sappia, l’infido Ocanesian, sperimentatore dalla dubbia moralità… Da qui un’appassionante vicenda umana e scientifica, di sapore faustiano, nella quale l’autore ha innestato le proprie esperienze mediche in una trama fitta di avvenimenti e percorsa da straordinaria tensione: una grande saga sui segreti e gli artifici della medicina – più un’arte dell’invenzione che una scienza arida.

Alfonso Ramunni vive a Bari, dove lavora come medico nefrologo ospedaliero. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali. Nessuna speranza per Malceski è il suo primo romanzo.

Info:
http://www.besaeditrice.it

COME FECE COME NON FECE
principi fate folletti nel magico mondo delle favole

Come fece come non fece” è una raccolta di fiabe fatte di immagini, luoghi, atmosfere, suoni di paesi e città, voci di uomini e di animali, odori antichi di case umili o profumi esotici di sfarzosi castelli, di malìe e incantamenti alla controra.

Immagini lontane, nel tempo e nello spazio, di principi e principesse che vivono e rivivono tra gli ulivi contorti e tra gli spinosi fichi d’India. Dietro ogni favola c’è il volto rugoso di un vecchio che fu bambino, la sua voce sfiatata e i gesti delle sue mani nodose che raccontano storie vere, camuffate da fiabe. Un libro attraverso cui i bambini possono apprendere gli strumenti per affrontare la vita, perché si narra di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e incantesimi buoni e cattivi, di viaggi straordinari; ma “Come fece come non fece” è anche un libro per gli adulti che possono svegliare i ricordi custoditi in un angolo della memoria e ritrovare il tempo in cui furono bambini attraverso la fascinazione di un racconto.

Le favole qui pubblicate fanno parte di un lavoro di ricerca e documentazione più ampio e complesso condotto dall’autore sulla cultura orale salentina.

Le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state trascritte mediante una traduzione libera dove si combinano le immagini e i giri di frase più espressivi caratteristici della lingua dialettale con un impianto linguistico italiano, in questo modo la lingua è parte integrante del paesaggio perché contribuisce in modo determinante a identificare i luoghi in cui si svolgono le azioni e i personaggi stessi delle favole.

AUTORI: Luigi Chiriatti e Egidio Marullo
TITOLO: “Come fece come non fece”
ANNO: 2011;
ISBN: 978-88-95161-67-9;
PAGINE: 120; illustrato a colori
PREZZO: 15.00€;
FORMATO: 19x21cm

Info:
http://www.kurumuny.it
info@kurumuny.it

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